|
Antica osteria degli Archi.
Si può essere vegetariani
e felici? Sì.
Si può essere vegetariani e felici? Sì,
se si ha voglia di fare un po' di strada e andare a
Castrocaro Terme, a pochi chilometri da Forlì,
per concedersi una serata all'Antica Osteria degli Archi
(tel. 0543 768281). Il locale in questione non è
un'osteria - a dispetto del nome - ma un bel ristorante,
curato, elegante, reso ancor più piacevole dalla
fascinosa e romantica terrazza fiorita nella quale si
può cenare d'estate, a lume di candela, sbirciando
il passeggio sottostante. Una sorta di balcone incantato
dove farsi coccolare dalla cucina creativa, intrigante,
leggera e realizzata con ingredienti sempre freschi
dello chef Giorgio Argenti. Cucina che oltre a offrire
piatti a base di carne (ricordiamo come se fosse ieri
un indimenticabile petto d'anatra con le albicocche
e il dragoncello assaggiato diversi anni fa) e di pesce
(i ghiotti calamari e seppiolini ai carciofi con bottarga,
le morbide e sugose tagliatelline al nero di seppia
con mazzancolle e peperoni grigliati, il piacevolissimo
dentice con fonduta di pomodoro all'arancio...), propone
numerose golosità assolutamente vegetariane per
le quali esiste anche un superbo menu degustazione.
Apprezzando da tempo l'uso di carni, pesci ed erbe aromatiche
di questo ristorante, per una volta ci siamo lasciati
tentare dai piatti dedicati agli "erbivori".
L'abbiamo fatto con un certo timore perché è
raro trovare ristoratori che non confondono l'essere
vegetariani con la malinconia del palato. Beh, state
pur tranquilli: all'Antica Osteria degli Archi i piatti
a base di erbe e verdure suonano sinfonie di gusti in
grado di far rinunciare alla carne - per una volta -
anche un macellaio. Si parte con le verdurine di stagione
leggermente marinate al cerfoglio, con piccola terrina
di formaggi caprini avvolta nel peperone giallo: tra
caprino e peperone c'è da toccare il cielo con
un dito. Sarete riportato a una dimensione più
terrena dai fiori di zucchina farciti e croccanti, con
pomodori verdi in agrodolce (molto agro...) e dragoncello.
Un piatto un po' troppo barocco - nella presentazione,
come nei sapori - ma comunque godibile. Da godere fino
in fondo invece è l'aromatico sformatino di asparagi
con ragù di fave e piselli al dragoncello. Per
chi non vive senza pasta, tra i piatti vegetariani visti
- in carta - ma non assaggiati ci sono i ravioli ripieni
di robiola con salsa di rosolacce e asparagi verdi.
Noi proseguiamo sforchettando le melanzane farcite in
crosta (un po' pesantuccia, ma corretta) con "caviale"
(caviale?) di melanzane al timo. Se arrivate a questo
punto pensando con malizia che i vegetali sono anche
buoni, ma richiedono preparazioni complesse, ecco qualcosa
di semplice e al tempo stesso stupefacente: il profumato,
invitante e gustoso cartoccio di verdure. Le verdure
di tutti i giorni - peperoni, zucchine, carote... -
scelte, cucinate e condite in maniera impeccabile sono
qui a dimostrare la bontà degli orti (e la mano
felice del cuoco).
Conclusione con dolci piacevolissimi: la delicata terrina
di yogurt con pesche nettarine alla melissa e lo zabaione
ghiacciato all'assenzio. Il tutto accompagnato da una
buona bottiglia di vino scelta da una carta ampia, competente,
ricca di proposte interessanti divise per regione, con
il nome del produttore e l'annata (che corrisponde a
quella che giunge sul tavolo). Insomma, una vera carta
dei vini per una vera cantina. Il menu degustazione
vegetariano di sei portate costa 50.000 lire, quello
di pesce 75.000 lire. Aggiungete circa 10-15.000 lire
a testa per una media (e buona) bottiglia di vino da
dividere in due.
dal ghiottone viaggiatore copyright anteprima
comunicazione
|