.

Gianola

Via Alicata 1- Bellaria - Rimini

Ristorante

Tel. 0541 347839

Chiusura invernale il lunedì

e- mail

website : www.bongusto.net/gianola

 






 

 

A Bellaria la riscoperta dei sapori della Romagna.

Miracolo a Bellaria. Nella cittadina più a nord della provincia di Rimini, dove a fronte di una cultura gastronomica popolare molto forte, la ristorazione locale non ha mai brillato, abbiamo scovato una piccola stella. Una stellina di passione e di tradizione, un luogo semplice, senza fronzoli, popolare, ma attento ai sapori delle campagne e del mare. Non aspettatevi un grande ambiente né grandi piatti entrando all'osteria Da Gianola ma lasciatevi coinvolgere dal calore del grande camino con griglia a vista nella sala d'ingresso. Non sembra neppure di trovarsi tra i condomini cittadini della zona dietro al comune di Bellaria, ma in qualche trattoria di campagna.
Sedetevi ai tavoli rustici apparecchiati con le tovaglie a stampa romagnola, leggete lo spartano menù, scritto a mano su carta gialla, un po' consunto, ma chiaro e completo. Nelle ultime pagine anche le proposte di vini: poche bottiglie, tutte regionali, senza vette, ma tutte buone. Una scelta azzeccata, sufficiente ad accompagnare la cucina. Cucina popolare, nata da radici bellariesi profonde e da uno sguardo all'entroterra, all'appennino cesenate in particolare.
Domenica sera non c'è il pesce o quasi: "È quello di venerdì, preferiamo non servirlo. Usiamo solo il fresco" È una frase semplicissima che avremmo voluto sentirci dire tante volte, anche in luoghi più raffinati e blasonati di questo.
Partiamo con gli antipasti misti: piccoli crostini saporiti con carciofi, melanzane e altre verdure (l'unico scivolone: quello con i porcini tartufati dal sapore da supermercato), selezione ricca e golosa di salumi tradizionali, tradizionalissimi (da assaggiare la coppa e il salame di testa) accompagnata da una piadina veramente unica. Sì, sulla piada di questa osteria c'è da soffermarsi in religioso abbandono: alta, cotta alla perfezione, fragrante, povera, buonissima e morbida anche quando si raffredda. Seguono i formaggi, una scelta di semplici pecorini ­ fossa di Sogliano compreso ­ accompagnati da fichi secchi e noci. A parte la tradizionale mostarda romagnola e le marmellate di fichi e di sorbe: un monumento casalingo alla campagna.
Sui giornali si scrive sfortuna, nella realtà è sfiga: l'unico primo con la panna ­ orrore! ­ l'abbiamo ordinato noi. Si tratta dei tortellini (che buoni, fatti a mano) con le noci. Una bella idea. Peccato che la panna uccida tutti i sapori. Un posto così non merita un piatto così (che pure, ci dicono, è molto richiesto). Consolano, e come se consolano, le tagliatelle con il capriolo. La cacciagione viene tutta dall'Appennino cesenate.
Le fanfare della tradizione casalinga risuonano forti nel sugoso e aromatico baccalà in umido con le patate e nella ricca e impeccabile trippa. In alternativa cacciagione in umido, carni e baccalà alla griglia e, in altre giornate, pesci dell'Adriatico provenienti direttamente dal porto di Bellaria.
Peccato che il caramello copra troppo la delicatezza del latte brulé, perché, pescando col cucchiaio da sotto, siamo di fronte ad una crema dal sapore antico, cotta sotto la cenere.
Spesa a tutto pasto sulle 50.000 lire compresa una discreta bottiglia di vino da dividere in due. Noi siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal pastoso Sangiovese delle colline di Cesena della giovane azienda Montelorenzone. Ci sono anche tre menù degustazione, dalle 35.000 alle 65.000 lire, e - da segnalare positivamente - non si paga il coperto.