Questo è un ristorante che fa davvero innamorare. Per la bellezza della cornice e dell'arredamento, per la cura dei particolari, per una carta dei vini eccezionale e il grande assortimento di distillati. Per l'attenzione che Stefan Wieser riserva ai clienti (sua moglie Wilma, invece, ora si dedica alla nuova creatura di famiglia, il castello Colz a La Villa, un albergo da sogno). Perché ci sono non solo cinque diversi menu degustazione (territorio, creativo, pesce, vegetariano e caccia, quest'ultimo da grande abbuffata) con o senza vini abbinati, ma anche piccole liste dei caffè, della cioccolata, degli infusi. Perché c'è un posto (il bel caffè soprastante) dove ci si può attardare, a fine pasto, magari fumando i sigari proposti dalla casa. Parliamo dei piatti di Corrado Fasolato, chef di straordinario talento e abilità: fra gli antipasti la lingua di vitello e pollo in gelatina con crostini di caprino e insalata di cetrioli, o il roast beef di cervo con pannocchiette mela verde e basilico. Fra i primi chitarrucci di farina e ceci con pesto e finferli, i maccheroncini fatti in casa con lepre crescione e scaglie di ricotta affumicata, i ravioli di patate e stoccafisso con schie calamari fritti fagioli neri e bottarga. Fra i secondi il controfiletto di cervo con spuma di midollo e salsa gremolada, il medaglione di tonno e salmone con crema di lamponi e purea di sedano rapa, il piccione farcito di cervello di vitello e menta su salsa di Ramandolo. Poi, volendo, un importante assortimento di formaggi con pan brioche e mostarda. I dessert: piramide di panna cotta al rum con zabaione al tabacco, canederli di semolino con flan di pane su purea di mele e vin brulé.