Ingredienti (circa 14 porzioni):
1 salmone di 4,5 kg disossato e spellato
sale e pepe pepe di Cayenna
2 mazzetti di ogni erba: (cerfoglio, erba cipollina, aneto,
prezzemolo piatto, dragoncello finemente tritati)
1/2 foglio di gelatina
1 cucchiaino di caviale per ogni porzione
PER SERVIRE
225 g di formaggio fresco alle erbe,
25 g di uova di salmone,
ramoscelli di cerfoglio
PER IL FORMAGGIO
ALLE ERBE 250 g di fromage blanc
50 di scalogni finemente tritati
15 g di aglio finemente tritato
un pugnetto di erba cipollina ben tagliuzzata un pugnetto
di prezzemolo tritato
250 ml di panna montata
Mettere il fromage blanc in una mussola di lana, legarla
con un cordicella e sospenderla su un recipiente per 24
ore per eliminare gli eccessi di liquido. Il giorno dopo
amalgamare bene lo scalogno, l'aglio e le erbe al fromage
blanc. Aggiungere la panna, mescolare bene e conservare
il tutto in frigo sino al momento di servire.
1) Condire i due filetti di
salmone da ambedue le parti col sale, pepe e pepe di Cayenna.
Lasciar riposare 15 minuti. Asciugare con carta da cucina
per rimuovere il liquido eventuale.
2) Nel frattempo, stendere due pezzi
di pellicola che deve eccedere la lunghezza del salmone
di almeno 5cm. Stendere sopra altri due fogli di pellicola
esattamente come i primi due.
3) Mettere la metà delle erbe
tritate sulla pellicola e adagiarvi il primo filetto di
salmone (lato pelle) esercitando una certa pressione. Posare
il foglio di gelatina sul salmone.
4) Posare sopra l'altra metà
del salmone. Fare attenzione a far combaciare esattamente
le due parti, lato pelle rivolto verso l'esterno. Cospargere
con le erbe restanti.
5) Arrotolare strettamente il tutto
nella pellicola sino ad ottenere la forma di un grosso salame,
legare le due estremità eliminando il più
possibile l'aria. Legare il salmone ripetendo la procedura
a tre intervalli regolari per meglio conferirgli una forma.
Avvolgerlo in un telo umido e legarlo ancora. Pesare il
salmone.
6) Cuocere immergendolo in abbondante
acqua salata. Calcolare 3 minuti di cottura ogni 450 g di
peso mantenendo l'acqua a 65°. Lasciar raffreddare un'ora
nel liquido, poi rimuovere il salmone. Metterlo in frigo
per 24 ore.
7) Per servire, levare il telo e
la pellicola. Tagliare con molta attenzione le fette desiderate
Posare il salmone al centro del piatto accanto alla quenelle
di fromage blanc alle erbe e alle uova di salmone. Sistemare
un cucchiaino di caviale al centro del salmone. Guarnire
la quenelle con il cerfoglio.
MARCO PIERRE WHITE,
il grande stratega
"Ci sono quelli che cucinano per fare quattrini. Io
mi arricchisco facendo la cucina. La mia". Non occorre
aggiungere altro. In quella frase è racchiusa tutta
la filosofia di Marco Pierre White. MPW, come è di
solito chiamato. Un working class hero, come ce ne sono
tanti nella classista Inghilterra, arrivato all'Olimpo della
celebrità. Madre veneta, padre inglese. Infanzia
modesta nello Yorkshire all'ombra di Leeds, ex-centro nevralgico
delle acciaierie britanniche. I dati anagrafici raccontano
la storia d'un moretto introverso separato dal fratello
alla morte della madre. La leggenda vuole che, lasciata
alle spalle la scuola alberghiera, MPW a diciotto anni arrivi
una notte a Londra con sette sterline in tasca. Poca esperienza,
ma tanta voglia di arrivare. E punta subito in alto. MPW
infatti bussa alla porta del Gavroche, un'istituzione. Comincia
la gavetta. Un percorso iniziatico che lo porterà
alla scuola dei più grandi cuochi francesi del momento.
Pierre Koffmann, Albert Roux, Michel Blanc riconosceranno
nello spilungone dagli occhi di brace un talento innato
arso dal fuoco della passione. "Arriverà lontano.
Se non si brucia prima", dice Albert Roux. Marco brucia
le tappe. Una, poi due stelle Michelin. La fama. Il successo.
Programmi tv che fanno scandalo. Una donna differente per
ogni notte. I paparazzi. Pubblica un primo libro di cucina,White
Heat. Un omaggio dichiarato ai Velvet Underground, con delle
foto in cucina in b&n proto-punk, che comincia così:
"Avete comprato questo libro perché volete cucinare
come uno chef? Scordatevelo. Risparmiatevi i soldi. Compratevi
piuttosto una pentola". Dal suo incontro con Michael
Caine, altro working class boy del Yorkshire, nascerà
un'amicizia che sfocerà nella creazione comune de
The Canteen, "cantina" gastronomica sì,
ma a prezzi contenuti. Nascerà anche un contratto
con il gruppo Forte che metterà a sua disposizione
una bella sala al pianterreno dell'Hyde Park Hotel. MPW
trasloca allora nell'ottobre del '93 nel cuore di Knightsbridge.
E chiama il suo ristorante, in tutta modestia, The Restaurant.
Due anni dopo la Michelin fa del giovanotto il più
giovane della ristretta confraternita dei cuochi tre stelle.
Arrivato, MPW? Neanche per scherzo.
Questa estate ha firmato un contratto miliardario
con il gruppo Granada per garantire la qualità e
il prestigio di una decina di ristoranti a Londra sotto
l'egida del gruppo. Ultimo movimento: il trasloco all'inizio
di settembre nella Oak Room, una splendida e mastodontica
sala ricavata all'interno dell' Hôtel Le Meridien
Le Piccadilly dove dipinti di grandi autori del secolo inquadrano
delle sculture di Bugatti che il cuoco, grande collezionista,
ha comprato dall'attore Alain Delon.
Quanto costa MPW? Tanto. Tantissimo. Anche
mezzo milione a testa con una mezza bottiglia di vino scelta
tra le mille tentazioni d'una wine list dai ricarichi demenziali
e che annovera dei veri pezzi da collezione "e non
meno di 75 millesimi differenti di Château Latour"
si vanta l'impeccabile sommelier Claude Douard. Una cena
da MPW va ben al di là di ogni possibile e razionalmente
contabilizzabile rapporto qualità-prezzo. Ordinare
il menu degustazione servito a 75 sterline vuol dire avventurarsi
in uno slalom selvaggio districandosi tra i molteplici piatti
disponibili unicamente previo supplemento. Aragosta, caviale,
foie gras, tartufi: tutta il meglio del grande lusso è
dispiegato in una serie di creazioni, certo sgargianti,
ma anche e soprattutto di un soprannaturale equilibrio.
Ostriche en gelée con crescione e crema di scalogno;
capesante all'erba cipollina e zenzero, coulis di cavolo;
turbot alle olive e melanzane, "sauce vierge"
e caviale al basilico; scaloppina di branzino al caviale,
cromesquis di ostriche, croccante di finocchio, velouté
di Champagne; coniglio al rosmarino, risotto d'erbe, asparagi
e porri all'etuvée; Una divina pernice arrosto alla
choucroûte alsaziana: da piangere di gioia. O un piatto
altrettanto esaltante, ripreso dal suo mentore di un tempo,
Pierre Koffmann: un piede di porco interamente disossato
e svuotato poi farcito alle spugnole e alle animelle e servito
con una purea da far impallidire anche Robuchon per il resto
dei suoi giorni.
MPW è fatto così: non si ferma
mai. A 35 anni è alla testa di un impero gastro-economico
senza precedenti. "Otto ristoranti a Londra e tre fuori
città. Ma me ne sbatto, so piazzare gli uomini giusti
ai posti chiave. Al momento giusto. Il solo luogo dove cucino
è questo qui. Quando hai due stelle sei ancora un
cuoco, alla terza diventi un "restaurateur", dice
l'esagitato MPW seduto con nonchalance accanto a una scultura
della Medusa che gli va a pennello. La sua parola d'ordine
è strategia. Espandere. Conquistare tutta la metropoli
londinese. La Criterion Brasserie e il Café Royal
a Piccadilly, il Quo Vadis a Soho (il ristorante che ha
aperto con il suo amico artista Damien Hirst, il nichilista
concettuale che espone vacche, pecore, porci e squali immersi
in contenitore ripieni di formolo), Canary Wharf, MPW è
dappertutto. Riuscirà, in questa fase proliferante
della sua cucina e della sua immagine, a vincere la battaglia
della moltiplicazione infinita dell'offerta resistendo alla
facilità del business, al rischio della spersonalizzazione?
"Confondere il nemico", riflette Marco, "è
una gran bella strategia. Più mortale ed efficace
dell'attacco frontale". Appena aperto, The Oak Room
è già un successo. Sicuramente il ristorante
più caro di Londra. E probabilmente il migliore di
tutto il Reame.
Le Meridien,
Oak Room Marco Pierre White, 21 Piccadilly, WIV 0BH
tel. 0171 437 3574
Menu-carta: -29,50 (colazione), 75 £