Marco Pierre White
the Oak Room


21 Piccadilly -London W1V OBH

tel. : 0171 437 0202

website : www.bongusto.net/marcopierrewhite

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BALLOTTINE DI SALMONE CON CAVIALE


Ingredienti (circa 14 porzioni):
1 salmone di 4,5 kg disossato e spellato
sale e pepe pepe di Cayenna
2 mazzetti di ogni erba: (cerfoglio, erba cipollina, aneto, prezzemolo piatto, dragoncello finemente tritati)
1/2 foglio di gelatina
1 cucchiaino di caviale per ogni porzione


PER SERVIRE
225 g di formaggio fresco alle erbe,
25 g di uova di salmone,
ramoscelli di cerfoglio

PER IL FORMAGGIO ALLE ERBE 250 g di fromage blanc
50 di scalogni finemente tritati
15 g di aglio finemente tritato
un pugnetto di erba cipollina ben tagliuzzata un pugnetto di prezzemolo tritato
250 ml di panna montata


Mettere il fromage blanc in una mussola di lana, legarla con un cordicella e sospenderla su un recipiente per 24 ore per eliminare gli eccessi di liquido. Il giorno dopo amalgamare bene lo scalogno, l'aglio e le erbe al fromage blanc. Aggiungere la panna, mescolare bene e conservare il tutto in frigo sino al momento di servire.


1) Condire i due filetti di salmone da ambedue le parti col sale, pepe e pepe di Cayenna. Lasciar riposare 15 minuti. Asciugare con carta da cucina per rimuovere il liquido eventuale.

2) Nel frattempo, stendere due pezzi di pellicola che deve eccedere la lunghezza del salmone di almeno 5cm. Stendere sopra altri due fogli di pellicola esattamente come i primi due.

3) Mettere la metà delle erbe tritate sulla pellicola e adagiarvi il primo filetto di salmone (lato pelle) esercitando una certa pressione. Posare il foglio di gelatina sul salmone.

4) Posare sopra l'altra metà del salmone. Fare attenzione a far combaciare esattamente le due parti, lato pelle rivolto verso l'esterno. Cospargere con le erbe restanti.

5) Arrotolare strettamente il tutto nella pellicola sino ad ottenere la forma di un grosso salame, legare le due estremità eliminando il più possibile l'aria. Legare il salmone ripetendo la procedura a tre intervalli regolari per meglio conferirgli una forma. Avvolgerlo in un telo umido e legarlo ancora. Pesare il salmone.

6) Cuocere immergendolo in abbondante acqua salata. Calcolare 3 minuti di cottura ogni 450 g di peso mantenendo l'acqua a 65°. Lasciar raffreddare un'ora nel liquido, poi rimuovere il salmone. Metterlo in frigo per 24 ore.

7) Per servire, levare il telo e la pellicola. Tagliare con molta attenzione le fette desiderate Posare il salmone al centro del piatto accanto alla quenelle di fromage blanc alle erbe e alle uova di salmone. Sistemare un cucchiaino di caviale al centro del salmone. Guarnire la quenelle con il cerfoglio.

 

 

MARCO PIERRE WHITE,
il grande stratega


"Ci sono quelli che cucinano per fare quattrini. Io mi arricchisco facendo la cucina. La mia". Non occorre aggiungere altro. In quella frase è racchiusa tutta la filosofia di Marco Pierre White. MPW, come è di solito chiamato. Un working class hero, come ce ne sono tanti nella classista Inghilterra, arrivato all'Olimpo della celebrità. Madre veneta, padre inglese. Infanzia modesta nello Yorkshire all'ombra di Leeds, ex-centro nevralgico delle acciaierie britanniche. I dati anagrafici raccontano la storia d'un moretto introverso separato dal fratello alla morte della madre. La leggenda vuole che, lasciata alle spalle la scuola alberghiera, MPW a diciotto anni arrivi una notte a Londra con sette sterline in tasca. Poca esperienza, ma tanta voglia di arrivare. E punta subito in alto. MPW infatti bussa alla porta del Gavroche, un'istituzione. Comincia la gavetta. Un percorso iniziatico che lo porterà alla scuola dei più grandi cuochi francesi del momento. Pierre Koffmann, Albert Roux, Michel Blanc riconosceranno nello spilungone dagli occhi di brace un talento innato arso dal fuoco della passione. "Arriverà lontano. Se non si brucia prima", dice Albert Roux. Marco brucia le tappe. Una, poi due stelle Michelin. La fama. Il successo. Programmi tv che fanno scandalo. Una donna differente per ogni notte. I paparazzi. Pubblica un primo libro di cucina,White Heat. Un omaggio dichiarato ai Velvet Underground, con delle foto in cucina in b&n proto-punk, che comincia così: "Avete comprato questo libro perché volete cucinare come uno chef? Scordatevelo. Risparmiatevi i soldi. Compratevi piuttosto una pentola". Dal suo incontro con Michael Caine, altro working class boy del Yorkshire, nascerà un'amicizia che sfocerà nella creazione comune de The Canteen, "cantina" gastronomica sì, ma a prezzi contenuti. Nascerà anche un contratto con il gruppo Forte che metterà a sua disposizione una bella sala al pianterreno dell'Hyde Park Hotel. MPW trasloca allora nell'ottobre del '93 nel cuore di Knightsbridge. E chiama il suo ristorante, in tutta modestia, The Restaurant. Due anni dopo la Michelin fa del giovanotto il più giovane della ristretta confraternita dei cuochi tre stelle. Arrivato, MPW? Neanche per scherzo.

Questa estate ha firmato un contratto miliardario con il gruppo Granada per garantire la qualità e il prestigio di una decina di ristoranti a Londra sotto l'egida del gruppo. Ultimo movimento: il trasloco all'inizio di settembre nella Oak Room, una splendida e mastodontica sala ricavata all'interno dell' Hôtel Le Meridien Le Piccadilly dove dipinti di grandi autori del secolo inquadrano delle sculture di Bugatti che il cuoco, grande collezionista, ha comprato dall'attore Alain Delon.

Quanto costa MPW? Tanto. Tantissimo. Anche mezzo milione a testa con una mezza bottiglia di vino scelta tra le mille tentazioni d'una wine list dai ricarichi demenziali e che annovera dei veri pezzi da collezione "e non meno di 75 millesimi differenti di Château Latour" si vanta l'impeccabile sommelier Claude Douard. Una cena da MPW va ben al di là di ogni possibile e razionalmente contabilizzabile rapporto qualità-prezzo. Ordinare il menu degustazione servito a 75 sterline vuol dire avventurarsi in uno slalom selvaggio districandosi tra i molteplici piatti disponibili unicamente previo supplemento. Aragosta, caviale, foie gras, tartufi: tutta il meglio del grande lusso è dispiegato in una serie di creazioni, certo sgargianti, ma anche e soprattutto di un soprannaturale equilibrio. Ostriche en gelée con crescione e crema di scalogno; capesante all'erba cipollina e zenzero, coulis di cavolo; turbot alle olive e melanzane, "sauce vierge" e caviale al basilico; scaloppina di branzino al caviale, cromesquis di ostriche, croccante di finocchio, velouté di Champagne; coniglio al rosmarino, risotto d'erbe, asparagi e porri all'etuvée; Una divina pernice arrosto alla choucroûte alsaziana: da piangere di gioia. O un piatto altrettanto esaltante, ripreso dal suo mentore di un tempo, Pierre Koffmann: un piede di porco interamente disossato e svuotato poi farcito alle spugnole e alle animelle e servito con una purea da far impallidire anche Robuchon per il resto dei suoi giorni.

MPW è fatto così: non si ferma mai. A 35 anni è alla testa di un impero gastro-economico senza precedenti. "Otto ristoranti a Londra e tre fuori città. Ma me ne sbatto, so piazzare gli uomini giusti ai posti chiave. Al momento giusto. Il solo luogo dove cucino è questo qui. Quando hai due stelle sei ancora un cuoco, alla terza diventi un "restaurateur", dice l'esagitato MPW seduto con nonchalance accanto a una scultura della Medusa che gli va a pennello. La sua parola d'ordine è strategia. Espandere. Conquistare tutta la metropoli londinese. La Criterion Brasserie e il Café Royal a Piccadilly, il Quo Vadis a Soho (il ristorante che ha aperto con il suo amico artista Damien Hirst, il nichilista concettuale che espone vacche, pecore, porci e squali immersi in contenitore ripieni di formolo), Canary Wharf, MPW è dappertutto. Riuscirà, in questa fase proliferante della sua cucina e della sua immagine, a vincere la battaglia della moltiplicazione infinita dell'offerta resistendo alla facilità del business, al rischio della spersonalizzazione? "Confondere il nemico", riflette Marco, "è una gran bella strategia. Più mortale ed efficace dell'attacco frontale". Appena aperto, The Oak Room è già un successo. Sicuramente il ristorante più caro di Londra. E probabilmente il migliore di tutto il Reame.

Le Meridien,
Oak Room Marco Pierre White, 21 Piccadilly, WIV 0BH
tel. 0171 437 3574
Menu-carta: -29,50 (colazione), 75 £