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Il
servizio impeccabile, la carta dei vini dettagliatissima oltre che
ricca e ben articolata che consente di abbinare anche singoli
bicchieri a piatti speciali (bonus), il locale estremamente curato nei
dettagli e nell'apparecchiatura dei tavoli: questa è la cornice che fa
da contorno alla notevole cucina che assaggerete al Miramonti l'Altro,
anche se quest'anno nel corso di numerose visite ci è sembrato venuto
meno quel "quid" che in passato ci aveva tanto entusiasmato. Il menu
propone piatti collaudati accanto a interessanti novità: fesa cruda di
vitellone Limousin in vinaigrette all'erba cipollina, rane disossate e
tortino di patate alle spezie e filetti di triglie di scoglio per
iniziare. Si prosegue con l'ormai famoso risotto ai formaggi dolci di
montagna, le farfalle con frattaglie di capretto e tartufo nero, gli
spaghetti alla chitarra con ragù di pesce di scoglio. Tra i secondi
molto interessante il luccioperca croccante con marinata di carciofi;
stesso discorso per le animelle di vitello al peperone dolce e per il
piccione al forno in crema di fegato d'oca. A chiusura di tanto
bendidio gli splendidi carrelli dei formaggi, strabilianti per
ricchezza e varietà. Infine i dolci, fra i quali è ormai un classico
il coreografico gelato di crema servito con cioccolato caldo o, in
alternativa, sfogliatina tiepida di lamponi con crema. Gli altri bonus
vanno ai menu degustazione e al fatto che il Miramonti è forse l'unico
ristorante d'Italia a non far pagare l'acqua minerale. |
| da le
soste
Il
ristorante si trova nella periferia Nord della città di Brescia sulla
strada che conduce in Val Trompina.
Il locale nasce
nel 1981 come filiazione del ristorante "Miramonti di Caino" gestito
per 30 anni dai genitori degli attuali proprietari.
L'architettura esterna del luogo è quella tipica delle villette in
stile neoclassico, con un verroso portico all'ingresso ed una
deliziosa veranda affacciata su un piccolo giardino privato.
In un ambiente raccolto, tra il classico ed il moderno, la cucina
proposta è principalmente quella del territorio integrata e
legittimata da nuove esperienze: un mix di tradizione pedemontana e di
innovazione moderata, di piatti robusti e sapidi di preparazioni
ricercate e delicate. Le proposte della tradizione, preparati secondo
la saggia guida della madre, si integrano con quelle di ispirazione
creativa sotto la direzione dello chef francese Philippe Leveillé.
Nel menù sono sempre presenti quattro linee di degustazione che
mostrano con evidenza questo doppio binario dello stile gastronomico
proprio del ristorante. Esempio di ciò sono piatti classici come il
risotto ai funghi e formaggella dolce di montagna ed il galletto
nostrano alla griglia con agretto della tradizione bresciana o di
"invenzione europea" come la sfogliatina di lumache, funghi e pomodori
alle spezie dolci e la terrina di fegato d'oca e pollastra con cipolle
caramellate.
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