DoctorWine aka Daniele Cernilli 2027

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Toscana cinque 3 faccini 99 e nove 2 faccini 98
99
Bolgheri Sassicaia 2023 Tenuta San Guido
Brunello di Montalcino Riserva Madonna delle Grazie 2020 Il Marroneto
Guardiavigna 2022 Podere Forte
Merlot Redigaffi 2023 Tua Rita
Syrah Per Sempre 2023 Tua Rita
98
Brunello di Montalcino Giovanni Neri 2021 Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Vecchie Viti 2021 Siro Pacenti
Chianti Classico Gran Selezione Gaiole San Sano 2022 Marchesi Antinori
Chianti Classico Gran Selezione Greve 2021 Querciabella
Chianti Classico Gran Selezione Ruello 2022 Boschetto Campacci
Chianti Classico Gran Selezione San Donato in Poggio Vigneto Il Poggio 2021 Castello di Monsanto

Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Bellavista 2021 Castello di Ama
Merlot Masseto 2023 Masseto
Rosso Lupicaia 2021 Castello del Terriccio

Piemonte due 3 faccini e cinque 2 faccini 98
99
Barolo Riserva Falletto Vigneto Le Rocche 2020 Bruno Giacosa
Barolo Riserva Monfortino 2020 Giacomo Conterno
98
Barbaresco Albesani Vigna Borgese 2022 Piero Busso
Barbaresco Pajé Vecchie Viti 2020 Roagna I Paglieri
Barbaresco Sorì San Lorenzo 2023 Gaja
Barolo Bricco Rocche 2022 Ceretto
Barolo Riserva Sarmassa 10 Anni 2016 Marchesi di Barolo

Veneto un 3 faccini 99 e due 2 faccini 98
99
Amarone della Valpolicella Monte Lodoletta 2019 Romano Dal Forno
98
Amarone della Valpolicella Classico Campolongo di Torbe 2016 Masi
Colli Berici Riserva Carmenère Riserva Oratorio di San Lorenzo 2021 Inama

Alto Adige un 3 faccini e tre 2 faccini 98
99
Alto Adige Grande Cuvée Terlaner I 2023 Cantina Terlano / Kellerei Terlan
98
Chardonnay Riserva Troy 2023 Cantina Kellerei Tramin
Chardonnay Riserva Vigna Au 2022 Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof
Valle Isarco Sylvaner Stiftsgarten 2021 Abbazia di Novacella / Kloster Neustift

Friuli Venezia Giulia un 3 faccini e due 2 faccini 98
99
Friuli Colli Orientali Bianco Riserva Tricur 2020 Monviert
98
Collio Bianco San Serff 2016 Castello di Spessa
Collio Sauvignon Ronco delle Mele 2015 Venica&Venica

Sicilia un 3 faccini due 2 faccini
99
Etna Rosso Arcurìa Sopra il Pozzo 2021 Graci
98
Contea di Sclafani Rosso del Conte 2022 Tenuta Regaleali Tasca d’Almerita
Etna Rosso Contrada Guardiola 2024 Passopisciaro

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Italia, Svizzera, Francia, Maldive e Australia ottengono – più nuovi – 3 Chiavi Michelin 2026 Hotels

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Le Tre Chiavi Michelin continuano a crescere nel Mondo e nel 2026 raggiungono quota 155 strutture insignite del massimo riconoscimento dell’hôtellerie secondo la Guida. L’espansione è evidente: 18 nuovi hotel entrano nel gotha mondiale, distribuiti tra Asia (6), Europa (8), Oceania (2), Africa (1) e Americhe (1).

L’Italia, ancora una volta, si conferma la nazione con il maggior numero di novità: quattro nuovi Tre Chiavi, un primato che ribadisce la centralità del Paese nell’ospitalità internazionale. La Francia aggiunge due nuove insegne, entrambe nel Sud, mentre nelle Americhe la sorpresa arriva ne al Sud ne al Nord in Costa Rica, che conquista la sua seconda tripla Chiave.

Naturalmente, l’ingresso di nuove eccellenze comporta anche qualche uscita: quattro strutture perdono il titolo delle tre Chiavi, segno di un sistema di valutazione dinamico e rigoroso.

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Ecco i vincitori di The Fork Awards 2026 secondo gli stellati

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Ogni anno, tra classifiche e guide che si moltiplicano soprattutto nei periodi più caldi, torna puntuale un’iniziativa ormai consolidata: i The Fork Awards, giunti alla loro ottava edizione. L’evento mette in luce i nuovi ristoranti prenotabili online, abbinandoli a Chef di ristoranti stellati che li hanno personalmente segnalati. Una curiosità: quasi tutti i mentori hanno almeno una stella Michelin. Le eccezioni sono poche e significative — Paolo Morelli, che la stella l’ha avuta a lungo; Stéphane Zippl, ancora detentore della Stella Verde; e Viviana Varese, oggi premiata con le 3 Chiavi di Passalacqua. Sono loro gli unici “non stellati” chiamati a indicare i nuovi talenti.

Il meccanismo è semplice: il ristorante più votato online tra le nuove aperture vince. Ma, proprio come accade agli Oscar, essere in gara è già una forma di riconoscimento.

Quest’anno, il ristorante emergente più sostenuto dagli Chef stellati e pluristellati è Sextantio, in Abruzzo, all’interno dell’omonimo Albergo Diffuso premiato con la Chiave Michelin. Un consenso sorprendente: un tre stelle, due due stelle, due una stella e un tre Spicchi hanno indicato la stessa realtà. Merito forse della location visionaria creata da Daniel Kihlgren, maestro dei rifugi d’autore, ma soprattutto del lavoro dello Chef Executive Dino Como.

Di fatto, Sextantio avrebbe già vinto solo per la forza delle sue segnalazioni: Gennaro Esposito nuova sede Torre del Saracino a Sorrento, Donato Ascani Glam Venezia, Niko Romito Reale Castel di Sangro, Michele Lazzarini Contrada Bricconi Oltressenda Alta, Arcangelo Tinari Vila Maiella Guardiagrele, Claudio Mengoni Borgo San Jacopo Firenze e Franco Pepe in Grazi Caiazzo hanno espresso il loro apprezzamento. Un parterre che parla da sé.

A questo punto, l’elenco degli altri 47 concorrenti diventa quasi superfluo: la maggior parte può contare su un solo mentore. Eppure, alcune realtà spiccano. Stecca Roma raccoglie più segnalazioni grazie a Gian Marco Bianchi (Al Madrigale, Tivoli), Gianfranco Pascucci (Al Porticciolo, Fiumicino) e Daniele Usai (Tino, Fiumicino). Thelema ottiene il sostegno di Andrea Berton a Milano, Simone Cantafio La Stua de Michil a Corvara, Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia a Milano, Sara Scarsella di Sintesi ad Ariccia e Giancarlo Perbellini del XII Apostoli a Verona.

A Torino, Spirito Osteria viene segnalata da Michelangelo Mammoliti, fresco delle tre stelle de La Rei Natura, Giancarlo Morelli e Davide Palluda di All’Enoteca a Canale. Nino Osteria con Cucina conquista sia Antonio Guida del Seta a Milano, sia Chiara Pavan e consorte a Venissa. Nomos Ante a Roma riceve l’apprezzamento di Gabriele Boffa supportato da Enrico Bartolini in Piemonte e Anthony Genovese de Il Pagliaccio Roma.

C’è anche una pizzeria segnalata da due Chef: Sasà Martucci Milano, indicato da Giuseppe Torrisi e Andrea Aprea. Infine, Somnium a Eboli, scelto da Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense; Francesco Sodano, nuovo due stelle a Casa Rana nel Veronese; e Giuseppe Iannotti del Kresios a Telese Terme.

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Bibenda, Golosaria e Gambero Rosso rivelano i Vini 2027

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Arrivano le prime Guide dopo l’estate, quelle che resistono ancora in formato cartaceo – quando possibile – mentre il mondo degli hotels appena presentati è ormai passato definitivamente all’online. Da oggi, in anteprima, compaiono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e si parte dal profondo Sud con la Sicilia. A quanto sembra, quest’anno sono i bianchi a dominare sui rossi, nonostante l’Etna continui a regalare un Nerello Mascalese straordinario, spesso accompagnato da quel 5% di Nerello Cappuccio che ne completa la piacevolezza. Vedremo poi se a Bolgheri il Vermentino riuscirà davvero a superare il rosso nelle degustazioni nelle altre Regioni alla fine del countdown.

Per il momento, il Rolle – o la Favorita, a seconda delle latitudini – continua a essere il vitigno bianco più diffuso del Mediterraneo, capace di adattarsi con naturalezza tanto alle zone costiere quanto alle aree interne. Spesso si nasconde sotto la denominazione Cote, presentandosi con strutture leggere, quasi trasparenti nel colore, e con quella immediatezza che lo ha reso un compagno fedele della tavola mediterranea.

Ben diversa è la storia nei Colli di Luni, dove il vitigno assume un carattere più deciso e una personalità che domina l’intera Liguria, da La Spezia fino a Ventimiglia. È proprio qui, al confine con la Toscana, che la Liguria ottiene il maggior numero di bottiglie con Tre Bicchieri 2027, confermando ancora una volta il ruolo di questo territorio come porta d’ingresso della grande qualità.

Con l’arrivo della Regione Umbria, la panoramica nazionale dei vini premiati con i Tre Bicchieri comincia finalmente a trovare un equilibrio dopo le prime uscite dedicate a Sicilia e Liguria. Qui il protagonista assoluto resta il Sagrantino, che continua a imporsi come simbolo identitario della regione. Sul fronte dei bianchi, invece, torna a brillare l’Orvieto, confermando una tradizione che negli ultimi anni ha ritrovato slancio e precisione stilistica.

Intorno al Lago cresce con decisione il fenomeno del Trasimeno Gamay, una tipologia che sta conquistando spazio e attenzione grazie a interpretazioni sempre più convincenti a che da noi in Italia dopo la zona della Bassa Bourgogne, Beaujolais. E non manca, come da tradizione, il miglior Sangiovese d’Italia, che ancora una volta trova casa a Torgiano, territorio che continua a esprimere una qualità unica.

Chiude il quadro uno dei bianchi più celebri del Paese, per lungo tempo considerato un riferimento assoluto: il Cervaro della Sala, che rimane una delle etichette nazionali più rappresentative dell’Umbria e della sua capacità di coniugare eleganza, longevità e modernità.

Sono solo Rossi i 3 Bicchieri 2026 per la piccola Basilicata con due 2022 e due 2024, solo Aglianico del Vulture e attorno a Rionero.

Il gioco si fa più duro con il Veneto dove il Rosso non manca con l’Amarone ma anche il Bianco si fa largo con Soave o Garganega che sia, più gli Charmat da Valdobbiadene che fanno apparire gli spumanti finora assenti. Nessun Recioto

In Calabria trionfa il Cirò Classico Superiore e c’è anche un rosato sempre da uve Gaglioppo.

Nessun IGT in Alto Adige ma parecchi vitigni celebri dove su tutti spiccano quattro Pinot Nero, poi si passa ai tre a testa di Pinot Bianco, Chardonnay e come territorio Valle Isarco. Soprattutto Bianco

Se la Valle d’Aosta è la prima delle Regioni italiane ad aprire le Guide ai Vini d’Italia 2027, la Sardegna chiude invece l’elenco, possiamo dire che la Provincia Autonoma più ad Ovest è particolarmente votata al Bianco e a quello che è considerato il quinto vitigno della vallata, il Petite Arvine. Alla bacca rossa valdostana rimane solo un Pinot Nero premiato coi 3 bicchieri. Diverso per l’isola che primeggia col rosso con parecchi Cannonau da uva Grenache e per il Bianco solo qualche Vermentino di Gallura Superiore e una Vendemmia Tardiva.

Il Trentino parte con un Alto Adige Pinot Grigio visto che la Cantina che lo produce si trova proprio sul confine nei pressi di Salorno ed è invece il Trento Doc a farla da padrone assoluto dei 3 Bicchieri con parecchi Extra Brut, poco rosso.

Da Bibenda arrivano invece tutti i Cinque Grappoli, con alcune aziende che ottengono la tripletta. In testa Gaja, che li conquista con tre Barbaresco – Sorì San Lorenzo, Costa Russi e Sorì Tildin, tutti 2023. Segue Conterno con tre Barolo: Monfortino Riserva 2023, Arione e Cerretta 2022. Tripla anche per La Spinetta, che li ottiene sempre con tre Barbaresco: Galliana e Starderi 2023, più Campé 2022.

In Lombardia un’altra famiglia ottiene il massimo con tre vini: Cà del Bosco, con tre Franciacorta – Dosage Zéro Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2017, Dosage Zéro Vintage Collection e Extra Brut Vintage Collection 2021. In Alto Adige è la Cantina Terlan a realizzare la tripletta, confermando la sua leadership nei bianchi: Terlaner I Primo Grande Cuvée, Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2023 e Pinot Bianco Rarity 2013. Si scende poi in Toscana con Fontodi, che piazza tre 2023: Flaccianello della Pieve, Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo e Terrazze San Leolino.

Le scelte di Golosaria
Golosaria ha già pubblicato i suoi Hundred, sia normali che storici.

premio Outsider Guido Berlucchi Extra Brut Metodo Classico Erbamat

Top dei Top Rossi: Podere San Cristoforo Toscana Petit Verdot Amphora Mari” 2021
Top dei Top Rosati: Poderi Costantini Antonio Colline Pescaresi Cerasuolo d’Abruzzo Superiore 2025
Top dei Bianchi: Piemonte Riesling Tardoché 2023 di Frasca La Guaragna
Top dei Passiti: Greco Bianco Passito Centocamere 2021 di Barone G.R. Macrì
Top dei Top Spumanti: Spumante Metodo Classico 360 2016 di Officina del Sole

L’Emilia compare nella sezione normale con un Gutturnio Superiore Antares 2021 dei Fratelli Piacentini e una Spergola Spumante Brut Ennio 2025 di Zanni Vini. La Romagna invece emerge nella sezione Storici con una cantina di Modigliana che produce il Rubicone Rosso Modi 2023, blend di Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Sempre negli Storici, il Lambrusco di Sorbara Brut Silvia Zucchi 2025 in purezza. Una curiosità arriva dall’Umbria: un solo vino negli Storici, il Vermentino Le Lucciole 2024 di Barberani.

Sono già stati svelati in buona parte i Vini 2027 di DoctorWine, la guida firmata da Daniele Cernilli, che come sempre assegna anche i celebri faccini: uno, due o tre, in base al punteggio ottenuto. La scala è semplice e ormai consolidata: 95–97 punti un faccino, 98 punti due faccini, 99 e 100 punti tre faccini.
Finora, però, tutti i vini rivelati si sono fermati a 97 punti, quindi soltanto un faccino. Mancano ancora all’appello Valle d’Aosta, Piemonte e Toscana prima di lunedì 28 settembre quando verranno rivelati anche i due e tre faccini.

Uno sguardo all’anno scorso aiuta a capire cosa aspettarsi. Nel 2026 i tre faccini, cioè i vini da 99 punti, erano stati assegnati soltanto a poche regioni:

Piemonte, con un Barbaresco e tre Barolo;
Toscana, con due Brunello;
Veneto, con un Super blend bianco e un rosso del 2017;
Trentino, con un Super vino a base di Carmenere;
Friuli Venezia Giulia, con una Ribolla e un Collio Sauvignon;
Marche, con un Super vino da uve Grenache (Cannonau).

Molto più articolato, invece, l’elenco dei due faccini 2026, che aveva premiato:

Alto Adige, con due bianchi;
Emilia, con un Vin Santo di Vigoleno;
Toscana, con un lungo elenco di Super Tuscan, un Bolgheri e un Chianti Classico;
Lazio, con un bordolese;
Umbria, con un Sangiovese;
Abruzzo, con un Trebbiano;
Puglia, con un Primitivo di Gioia del Colle e uno di Manduria;
Sicilia, con un Etna Rosso, un blend di Petit Verdot e Cesanese d’Affile, e un Marsala;
Sardegna, con una Malvasia di Bosa Riserva e due Romangia da Cannonau (Grenache).

Quest’anno per l’edizione 2027 sono previste sempre sei Regioni con 3 Faccini con l’avvicendamento fra Marche che sull’edizione 2027 non riconferma a favore di Sicilia sempre con un vino e Alto Adige che sostituisce Trentino, anche si parla di una sola bottiglia. A salire di numero sono invece in Toscana i 3 faccini con tre bottiglie in più che hanno ottenuto 99, mentre il Piemonte ne perde uno di questi. Veneto di 3 faccini ne conquista uno in più, mentre FriuliVG ne perde uno restando con uno. Crescono i 2 faccini per Alto Adige che passa a tre, Lazio passa a due, Umbria fa il botto passando a quattro da due, Puglia scende a due, Sardegna scende a due. Con 98 entrano sull’edizione 2027 Calabria, Romagna, Lombardia. Restano stazionari Abruzzo, Emilia.

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3 Bicchieri Gambero Rosso 2027

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VALLE D’AOSTA
Chardonnay Élevé en Fût de Chêne 2024 Maison Anselmet
Petite Arvine 2025 Les Crêtes
Petite Arvine 2025 Elio Ottin
Pinot Gris 2025 Lo Triolet
Pinot Noir Pierre 2023 Cave Gargantua

LIGURIA
Colli di Luni Vermentino
Giardino dei Vescovi 2024 Giacomelli
Lunae Etichetta Nera 2025 Cantine Lunae Bosoni
Superiore 2025 Ottaviano Lambruschi

Colline di Levanto Vermentino Luccicante 2025 Cà du Ferrà
Dolceacqua Curli 2024 Maccario Dringenberg
Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine 2024 Bruna

VENETO
Amarone della Valpolicella
2022 Montezovo – Famiglia Cottini
Case Vecie 2019 Brigaldara
Classico 2017 Bertani
Classico 2017 Secondo Marco
Classico 2021 Allegrini
Classico 2022 Lorenzo Begali
Classico Albasini 2019 Villa Spinosa
Classico Bosan Riserva 2017 Gerardo Cesari
Classico Ca’ Florian Riserva 2018 Tommasi Viticoltori
Classico Ravazzol 2020 Ca’ La Bionda
Classico Sant’Urbano 2021 Speri
Famiglia Pasqua 2022 Pasqua
Leone Zardini Riserva 2020 Pietro Zardini

Bardolino Classico Superiore 2023 Zeni 1870
Breganze Cabernet Due Santi 2022 Vigneto Due Santi
Campo Sella 2022 Sutto
Capitel Croce 2024 Anselmi
Cartizze Brut La Rivetta 2025 Villa Sandi
Chiaretto di Bardolino Traccia di Rosa 2024 Le Fraghe
Colli Euganei Rosso Ortone Ris. 2022 Quota 101

Conegliano Valdobbiadene
Rive di Colfosco Extra Brut Ponte Rosso 2025 Conte Collalto
Rive di Ogliano Extra Brut 2025 BiancaVigna

Custoza Superiore
Amedeo 2024 Cavalchina
Ca’ del Magro 2024 Monte del Frà

Frank! 2023 Barollo
Lessini Durello Pas Dosé Amedeo Riserva 2022 Ca’ Rugate
Lugana Molceo Riserva 2024 Ottella
Madre 2023 Italo Cescon

Montello Asolo
Il Rosso dell’Abbazia 2022 Serafini & Vidotto
Rosso Merlot Spineda 2021 Loredan Gasparini

Monti Lessini Brut Viola Riserva 2020 Fongaro Spumanti
Prea Bianco 2023 La Collina dei Ciliegi

Soave
Classico Brognoligo Battistelle 2024 Le Battistelle
Classsico Calvarino 2024 Pieropan
Classico Campo Vulcano 2025 I Campi
Classico Monte Carbonare 2024 Suavia
Classico Staforte 2024 Graziano Prà
Superiore Roncà Monte Calvarina Runcata 2024 Dal Cero – Tenuta Corte Giacobbe
Superiore Vigna Il Casale 2024 Agostino Vicentini

Terra dei Forti Pinot Grigio Rivoli 2024 Roeno

Valdobbiadene
Extra Dry Giustino B 2025 Ruggeri & C.
Rive di Campea Extra Brut 2025 Bisol 1542
Rive di Col San Martino Brut Cuvée del Fondatore Graziano Merotto 2025 Graziano Merotto
Rive Di Colbertaldo Asciutto Vigneto Giardino 2025 Adami
Rive di Guia Extra Brut Aldaina al Mas 2025 Andreola
Rive di Refrontolo Extra Brut 2025 De Stefani
Rive di Rua Brut Particella 181 2025 Sorelle Bronca
Rive di San Pietro di Barbozza Extra Brut Grande Cuvée del Fondatore Motus Vitae 2024 Bortolomiol

Valpolicella Nanfrè 2025 Tenuta Sant’Antonio

ALTO ADIGE
Bianco Aichberg Riserva 2023 Tenuta Kornell
Bianco LR Riserva 2022 Cantina Colterenzio

Chardonnay
Kreuzweg Family Reserve Riserva 2022 Castelfeder
Marei 2023 Castel Sallegg
Troy Riserva 2023 Cantina Tramin

Gewürztraminer Frauenrigl Riserva 2024 Cantina Kurtatsch
Gewürztraminer Vigna Kastelaz 2024 Elena Walch
Lagrein Taber Riserva 2024 Cantina Bozen
Lagrein Vigna Klosteranger Riserva 2022 Muri-Gries
Müller Thurgau Vigna Feldmarschall von Fenner 2023 Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof

Pinot Bianco
Itos Riserva 2023 Ansitz Waldgries
Kalkberg Riserva 2024 Kellerei Sankt Paulus
Sirmian 2024 Nals Margreid

Pinot Grigio 2025 Peter Zemmer
Pinot Grigio Sanct Valentin 2024 Cantina Produttori San Michele Appiano

Pinot Nero
Renaissance Riserva 2022 Gump Hof – Markus Prackwieser
Schweizer 2022 Franz Haas
Trattmann Riserva 2023 Cantina Girlan
Vigna Herbsthöfl Barthenau Riserva 2023 Tenuta Hofstätter

Santa Maddalena Cl. 2025 Pfannenstielhof – Johannes Pfeifer
Spumante Pas Dosé Metodo Classico 2021 Kettmeir
Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2023 Cantina Terlano

Valle Isarco
Grüner Veltliner 2025 Tenuta Ebner – Florian Unterthiner
Kerner Aristos 2025 Cantina Valle Isarco
Riesling R 2024 Köfererhof – Günther Kerschbaumer

Terlano Pinot Bianco Eichhorn 2024 Manincor

TRENTINO
A. A. Pinot Grigio Giatl 2024 Cantina Sociale Roverè della Luna – Aichholz
San Leonardo 2021 San Leonardo
Teroldego Rotaliano Superiore Sangue di Drago Riserva 2023 Marco Donati
Trentino Riesling 2025 Pojer & Sandri
Trentino Vino Santo Arèle 2015 Pravis

Trento
Brut Rosé +4 Riserva 2016 Letrari
Brut Rosé Piancastello Riserva 2020 Endrizzi
Dosaggio Zero Oro Rosso Riserva 2020 Cantina La-Vis – Cembra Cantina di Montagna
Extra Brut 1673 Riserva 2018 Cesarini Sforza Spumanti
Extra Brut AlpeRegis 2020 Rotari
Extra Brut Blauen Blanc de Noirs 2019 Moser
Extra Brut Perlé Nero Riserva 2019 Ferrari
Extra Brut Re di Revì Gli Eroi Riserva 2016 Revì
Pas Dosé Salìsa Zero Riserva 2020 Villa Corniole

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50 Best Hotels Italia 2026

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1 (5)
Passalacqua Lake Como -1 (5)

2 (12)
Four Seasons Firenze -3 (9)

3 (18)
Casa Maria Luigia Modena +64 (82)

4 (32)
Bulgari Roma -10 (22)

5 (39)
Portrait Milano +60 (99)

6 (50)
San Domenico Palace Taormina n.e.

7 (58)
Il San Pietro Positano n.e.

8 (60)
Splendido Portofino +23 (83)

9 (62)
Castiglion del Bosco Montalcino n.e.

10 (66)
Orient Express La Minerva Rome n.e.

11 (68)
Forestis Dolomites Bressanone n.e.

12 (84)
Borgo Santandrea Amalfi -31 (53)

13 (88)
Borgo Egnazia Savelletri -25 (63)

14 (91)
Villa Treville Positano n.e.

15 (95)
Reschio Lisciano Niccone -14 (81)

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Key Michelin Hotels Italia 2026

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new 3 Key
Airelles Palladio Venezia

2 Key to 3 Key
Borgo Santandrea Amalfi
Collegio alla Querce Auberge Collection Firenze
Splendido, A Belmond Hotel, Portofino

new 2 Key
Vetera Matera
The Carlton Milan a Rocco Forte Hotel
Villa Treville Positano

Key to 2 Key
Cernobbio Villa d’Este
Splendido Mare, A Belmond Hotel, Portofino

Masseria Torre Maizza, a Rocco Forte Hotel, Savelletri di Fasano

2 Key to Key 2026
JK Place Roma

new Key
Stresa (Vb) Boutique Hotel
Santa Caterina Valfurva (So) Sunny Valley Mountain Lodge
Milano Casa Brera, a Luxury Collection Hotel
Griante Cadenabbia (Co) The Lake Como EDITION
Venezia Orient Express

Anterselva (Bz) Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler

San Lorenzo di Sebato (Bz) Castel Badia

San Lorenzo di Sebato (Bz) Castel Maurn

Villandro (Bz) Ansitz Steinbock
Ancora Cortina d’Ampezzo (Bl)
Redagno (Bz) Berghoferin Fine Hotel & Hideaway
Quattro Castella (Re) Relais Roncolo 1888
Bologna Grand Hotel Majestic
Firenze The James Suite Hotel Firenze 1564
Siena Certosa di Maggiano
Tolentino (Mc) Interno Marche
Perugia Tenuta di Murlo
Roma Anantara Palazzo Naiadi Rome
Roma Corinthia Roma
Locorotondo (Ba) Leonardo Trulli Resort
Bari Bra Hotel
Ostuni (Br) VISTA
Napoli Grand Hotel Parker’s
Capri (Na) La Minerva

Capri (Na) Punta Tragara
Anacapri, Isola di Capri (Na) Caesar Augustus
Pisticci (Mt) Torre Fiore Hotel Masseria

Taormina (Ms) The Ashbee Hotel
Marsala Baglio Oneto
Noto Dimora delle Balze
Cagliari Palazzo Boyl 1840
Porto Cervo Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda
San Pantaleo Petra Segreta Resort & Spa
Aragona Resort Fontes Episcopi

Key to 0
Aethos Monterosa Champoluc (Ao)
Torre di Bellosguardo (Fi)

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Ecco chi ha già vinto con le novità Michelin di Settembre

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Mancano soltanto gli ingressi di ottobre e la lista dei possibili protagonisti della Guida Michelin 2027 – tra stelle, Bib Gourmand e mindful voices – sarà finalmente completa. È brutto da dire, ma il meccanismo è ormai chiaro: a conquistare un upgrade sono quasi sempre gli indirizzi già presenti in guida o che, mese dopo mese, entrano nella selezione online, alimentando l’attenzione dei media per tutto l’anno. Certo, resta quello 0,01% di imprevedibilità che la Michelin rivendica come suo diritto naturale, la possibilità del “botto” inatteso. Ma molti operatori sono scoraggiati dal fatto che, due mesi prima dell’ingresso, arriva la famosa lettera di pre‑avviso. Sarà per il prossimo anno, da gennaio: la routine è ormai consolidata.

Se agosto era stato il mese delle re‑entry, con diversi nomi storici tornati in selezione, i venti di settembre sembrano soffiare in direzione opposta. Le novità sono molte, anche se una retrò spicca: Il Pozzo Osteria a Sant’Angelo in Colle, Montalcino. Un locale che va e viene nelle guide da sempre, ma che rientra tra le nuove segnalazioni. Qui il Bib Gourmand appare quasi certo per novembre, pochi giorni prima della presentazione ufficiale di Piacenza. Il segreto? Una cucina tradizionale ben eseguita, la Cheffe‑proprietaria Paola Binarelli, e il nipote in sala con una selezione impeccabile dei vini locali, anche al bicchiere.

La seconda novità toscana di settembre è la nuova gestione de L’Oca Bonda all’Impruneta: tre giovani chef che hanno scelto di mantenere il nome storico, proponendo però una cucina sorprendentemente di pesce, in un territorio che solitamente tende alla terra. Apertura dal giovedì al lunedì, pranzo e cena.

Il mare torna protagonista anche a Peschiera del Garda, dove BIP Bella Italia Pesce dello chef‑patron Fabio Codognola entra in selezione con il suo ristorante e l’annesso B&B, gestito separatamente. Tutto indipendente anche al 1224 di Cortina d’Ampezzo, nonostante si trovi all’interno dell’Hotel Savoia 5*L e sia, contemporaneamente, la “succursale cittadina” del Baita Piè Tofana di Rumerlo.

Tra le vecchie conoscenze, ritorna il Posta Vecchia di Ladispoli con il ribattezzato Da Aurelio. Sempre nel Lazio compaiono Dieci a Nepi, Quid a Roma e Percorsi al Vecchio Ponte Bracciano.

Il resto delle novità si sposta verso Sud, le isole e l’estremo Est & Ovest:

a Torino, Akoya;
a Trieste, Chimera di Bacco.

Agosto, Guida mia non ti conosco, Michelin non va in ferie

Sono quindici le nuove entrate del mese di agosto 2026 che confluiranno nella Guida Michelin 2027, attesa in versione cartacea a Piacenza giovedì 12 novembre. Un aggiornamento che arriva proprio mentre i diretti interessati rientrano dalle vacanze, e che questa volta porta con sé un elemento inedito: il ritorno di alcuni “soliti noti”, re-entry che fanno sperare in ulteriori ripescaggi futuri, magari dovuti a dimenticanze, fattori imponderabili o cambi di guida, più che a veri stravolgimenti strutturali.

Essere pubblicati sulla Rossa, oggi, è diventato un traguardo sempre più improbabile: anche ristoranti solidi, riconosciuti e funzionanti alla perfezione possono restare fuori. Rientrare, poi, è quasi impossibile. Eppure, proprio questo è accaduto a Tuccino di Polignano a Mare, da sempre considerato il miglior ristorante di pesce d’Italia. Era scomparso dalla Michelin nel 2011 per un errore d’ufficio nella compilazione della scheda, nonostante fosse presente in tutte le guide nazionali con punteggi elevati e nonostante molti si aspettassero una stella. Ora, con il nuovo ingresso, la possibilità della promozione non è solo riaperta: è spalancata.

Dal ristorante pugliese, il patron Pasquale e tutta la famiglia — allargata e comprensiva del Fish Manager Vito Mancini — confermano che l’unica novità è il cambio del menù: una scelta di piatti molto ampia e due percorsi degustazione, ormai diventati obbligatori per chi ambisce alla stella.

Soddisfatta anche Iside De Cesare, che vede entrare in Michelin il suo Terrae a Firenze. Il ristorante, riaperto dopo la pausa estiva e operativo solo la sera, punta chiaramente alla sua seconda stella. Non lontano, un’altra storia di ritorni: il celebre ristorante stellato del Lingotto di Torino, attivo dal 2008 presso Eataly, sarebbe tornato alla sua sede originaria a Ivrea.

A Roma, Carlo Cracco — che non ha bisogno di presentazioni — entra con il suo Viride, mentre lascia definitivamente Castrocaro. Tra le novità agostane compare anche Balzi Rossi, che rientra con il nuovo chef.

Busto Arsizio si conferma una delle località più dinamiche: a giugno era arrivato Deg, ora ad agosto appena passato entra anche Gustoo, guidato dallo chef romeno Vasile Dumitroae. Arrivato in Italia nel vicino Comasco, ha iniziato da zero nel mondo della ristorazione, passando dalla pizza alla cucina contemporanea. Il locale, in pieno centro e a pochi chilometri da Malpensa, prima del Covid proponeva anche pizze gastronomiche solo la sera realizzate con la stessa materia prima dei piatti, in particolare i crudi di pesce. Oggi non mancano le proposte di carne, sempre eccellenti e ben presenti tra i secondi. A pranzo business lunch con altro menù del giorno.

A chi andrà la stella? Difficile dirlo. Da una parte c’è chi predilige il percorso fisso, dall’altra chi propone solo la carta. Nel caso di Gustoo, se il cliente vuole assaggiare più piatti, la cucina ridimensiona le porzioni in modo sartoriale, lasciando spazio anche al dessert. L’ardua sentenza spetta alla Michelin, che finora sembra prediligere percorsi da circa dieci portate, pochi coperti e tavoli rotondi ben distanziati.

Completano il quadro altre nuove entrate: due a Torino, quattro a Roma e provincia, due in Puglia (con anche Monopoli), Milano e provincia di Bergamo, e una in provincia di Vicenza.

Nuovi ristoranti Michelin Italia di Luglio, qualcuno fa il bis e c’è pure il tris

Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.

Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.

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